Ritratti in Piazza - Poetica

Sono delle immagini ottenute facendo posare i soggetti per diverse decine di secondi. Non voglio rubare istantanee, ma anzi coinvolgere consapevolmente le persone ritratte attraverso un atteggiamento non aggressivo, ma affettuoso ed amichevole.

L'operazione ha una sua ritualità.

Passo una giornata in una piazza e invito le persone che la frequentano, o mi s'avvicinano incuriosite, a posare per un ritratto singolo o di gruppo. Spiego cos'è una macchina a foro stenopeico e cosa sottintende una posa di circa un minuto. Poi scegliamo assieme l'inquadratura e lo sfondo. Fotografo gratuitamente e il soggetto in cambio m'autorizza ad utilizzare le immagini prodotte. Lavoro in 4x5" Polaroid e ho la possibilità di consegnare subito una stampa conservando il negativo. Dei soggetti mi rimangono nome, cognome, indirizzo ...   e un rapporto umano  che a volte prosegue nel tempo.

Contemporaneamente e attorno a me è allestito un piccolo "Circo Stenopeico": una mostra fotografica formata da una decina di pannelli 60x80 su cavalletto, un totem che illustra l'iniziativa e divulga le nozioni fondamentali della fotografia stenopeica, delle immagini e delle scatole con buco, una “camera obscura” 50x50x100 cm attraverso cui guardare il mondo circostante, degli amici e collaboratori che m'aiutano o s'intrattengono con le persone. I modi operativi sono ovviamente lenti e questo permette di costruire rapporti.

Le fotografie che risultano non sono scatti rapiti, ma testimonianze di rapporti tentati, costruiti, realizzati. I soggetti non sono derubati della loro immagine, ma anzi la offrono con gran serietà e partecipazione.

Sia io (fotografo) che il soggetto, attraverso la lunga posa e lo sforzo e l'attenzione che essa impone, ci riappropriamo di una coscienza del tempo troppo spesso persa.

Fotografo utilizzando HAL, una macchina fotografica 4x5" a focale intercambiabile che ho progettato e costruisco in collaborazione con l'amico Giuseppe Alzetta. Ho voluto uno strumento tutto mio, dall'inizio alla fine, per non essere costretto da un inconscio tecnologico sovrastante cui dovermi adattare. Al contrario utilizzare una macchina a mia figura e somiglianza, la cui esibizione e utilizzo non è freddo spessore tra me e il soggetto.

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