Fluttuazioni - Appunti di lavoro

Credo utile riportare queste mie note, risalenti al 1998, per contribuire con maggiori informazioni alla conoscenza del ciclo Fluttuazioni.

 

​Estratto appunti di lavoro di Paolo Aldi per la realizzazione di “Fluttuazioni”

 

FOTOGRAFIA

 Rivendico alla fotografia la valenza di mezzo che consente d'esprimere la mia personale interpretazione del mondo, un'interpretazione artistica non necessariamente legata ad accadimenti reali, ma invece alla mia intuizione, percezione, sensibilità e immaginazione.

 

RIFERIMENTI STORICO CULTURALI

 La fotografia surrealista gioca sul rapporto particolare con la realtà di cui è dotata ogni fotografia. La fotografia è un’impronta, una decalcomania del reale, è una traccia - ottenuta con un procedimento fotochimico - legata agli oggetti concreti cui rimanda secondo un rapporto di causalità simile a quello che esiste per l’impronta di un dito, la traccia di un passo. La fotografia è geneticamente diversa dalla pittura, dalla scultura e dal disegno;  nell’albero genealogico delle rappresentazioni, si situa dal lato delle impronte di mani, delle maschere mortuarie, della Sindone, o delle tracce dei gabbiani sulla spiaggia. Tecnicamente e semiologicamente, i disegni e i quadri sono icone, mentre le fotografie sono indici.

La tassonomia dei segni di C.S. Peirce distingue tre tipi fondamentali di segni. Ci sono innanzitutto i segni che funzionano a un livello puramente convenzionale di rapporto arbitrario tra significante e referente: le parole ne sono un buon esempio, e Peirce li chiama simboli. Ci sono poi segni che rappresentano il referente per procura in conformità ad una similitudine o di una somiglianza visiva, anche sommaria: si può prendere l’esempio dei quadri, ma anche delle piante e delle carte geografiche. Questo tipo di segni ha ricevuto il nome d'icone. Infine, il terzo e ultimo tipo: l’ indice - la traccia, l’impronta digitale, il sintomo medico -, dove il referente è evocato per intervento di una traccia o di un’impronta. Un sottogruppo di indici sono le impronte, le tracce che qualcosa imprime nello spazio. Non soltanto le impronte dei passi appartengono a questa categoria, ma anche le fotografie, che sono l’impronta di un avvenimento ottenuta attraverso un processo fotochimico - in quanto il rapporto dell’avvenimento con la fotografia è una causa fisica. E’ a motivo di questo rapporto causa-effetto che le immagini fotografiche sono considerate documenti con valore di prova, valore che è uno dei tratti degli altri membri della stessa categoria (come le impronte digitali o le tracce di passi) in quanto sono la traccia reificata, esteriorizzata dei loro referenti.

 

Dadaisti, surrealisti e costruttivisti scoprirono che la fotografia non era solo un occhio preciso costituito da un obiettivo e diaframma, ma anche camera oscura e materiali sensibili.

 

L’arte ha lasciato, da cento anni, il suolo rassicurante del riconoscibile.

 

FLUTTUAZIONI: titolo della installazione

 

Aldo Gabrielli - Mondadori:

Fluttuazione: ondeggiamento, movimento alterno, incertezza, oscillazione

Fluttuante:     ondeggiante, galleggiante, agitato.  

                           Figurato: dubbioso, incerto        

Fluttuare:        fiottare, ondeggiare, galleggiare, beccheggiare, rollare, agitarsi

                           Figurato: essere incerto, dubbios

 

FOTOGRAFARE UN NUDO: significato

Fotografare un nudo significa difenderlo dall’idea che sia semplicemente un corpo nudo.

Si deve andare di là dal solo dato fisico per inserire il soggetto in un discorso poetico, creare una “metafora” e quindi un flusso tra rappresentato e non rappresentato.

OLTRE IL NUDO

La corporeità del soggetto è capovolta nel regno del surreale.

Metto in crisi le attese dello spettatore, provoco una sorta di “ginnastica mentale” così che sposti l’attenzione visiva dal corpo rappresentato a visioni dell’esistenza umana.

 

 

COME DEVONO ESSERE E COSA DEVONO “DARE”

LE FOTOGRAFIE “FLUTTUAZIONI”

La fotografia presenta, come “figura” fondamentale della sua comunicazione, una “forma mentale”, un “concetto”, piuttosto che un’immagine.

 

L’opera non vuole riprodurre la realtà nella sua apparenza fenomenica, va oltre la visione reale, cerca di penetrare in modo più profondo nell’essere, cercando una visione più mentale.

 

Nelle mie foto c’è un mondo che non è né specificato, né definito, appartiene nelle sue innumerevoli variazioni allo spettatore.

 

Rappresento la vita che è un caos simultaneo d'avvenimenti, accadimenti e ritmi spirituali.

 

Rappresento la vita che è occasione di un dubbio dopo l’altro.

 

 

IL LAVORO DI RIPRESA

Impostato il lavoro, scelto la modella, spiegatole il progetto su cui lavorare arrivo alla sessione di ripresa fotografica. Nella sessione di ripresa cerco di esprimere l’ “io” interiore in piena libertà come è realmente senza l’intervento della ragione.

TECNICHE DI RIPRESA DA UTILIZZARE

Manipolare le immagini dando largo spazio al caso e quindi all’imprevisto, all’inconscio e al non senso.

 

Utilizzare pellicola infrarosso bianconero. Pellicola nata per usi bellici e scientifici ha la capacità di registrare, oltre alla normale banda dei colori  noi visibili, anche parte della banda della radiazione infarrossa (che noi esseri umani non siamo in grado di cogliere).

Malgrado una notevole esperienza nel suo utilizzo i risultati delle riprese sono solo immaginabili e non previsualizzabili compiutamente.

L’utilizzo creativo permette la creazione di atmosfere magiche ed ovattate, quanto drammatiche ed angosciose, più o meno surreali secondo il suo utilizzo. Ha come dato caratteristico costruttivo e formale una splendida ed evidente “grana”.

Immagini “scorrette”. Il segreto delle Immagini “scorrette” viste dall’alto, dal basso, di scorcio, risiede nel fatto che l’apparecchio fotografico riproduce la pura immagine ottica mostrando così le distinzioni, le deformazioni, gli scorci, ecc. Otticamente reali, mentre il nostro occhio integra l’immagine ottica con la nostra esperienza intellettuale, mediante legami associativi formali e spaziali, in una immagine concettuale.

​Mosso.

[ORBITALE: è la regione dello spazio, intorno al nucleo, dove vi è per lo meno il 90 % di probabilità di trovare l’elettrone e dove l’elettrone passa più del 90 % del suo tempo.

SPIN: il numero quantico di spin (dall’inglese to spin = ruotare) indica il senso di rotazione (orario o antiorario) con cui l’elettrone ruota intorno al proprio asse; può assumere solo i valori - e +.]

 

L’arto o l’intero corpo non si vedono compiutamente, ma sono indicati da una area in cui intuiamo la loro esistenza e quindi il nostro occhio integra la sua percezione con la nostra esperienza intellettuale, mediante legami associativi formali e spaziali, in una immagine concettuale.

STAMPA FOTOGRAFICA

Effettuare una ricerca nella fase della stampa della foto per superare i limiti imposti dalla produzione commerciale dei materiali che costituiscono il supporto dell’immagine e l’immagine stessa in quanto mescola di prodotti chimici reagenti alla luce.

 

Superamento, quindi, dei limiti che altrimenti comportano una parziale standardizzazione della ricerca, del lavoro artistico che spesso finisce per ridursi al solo momento dell’introspezione del linguaggio della ripresa.

 

La stampa fotografica di un’immagine è il luogo dell’interpretazione e della riflessione sull’intuizione da cui è scaturito lo scatto.

 

Ampliare i confini riscoprendo tecniche di stampa più antiche, materiali costruiti con più argento, migliore carta di supporto per permettermi un rapporto più diretto con l’opera.

 

Per questa mostra uso tecniche tradizionali silver print con materiali pregiati.

LA MOSTRA

La mostra si divide in due momenti:

 

1) quello “più sensibile” sospeso ai palloncini (foto 30x40 cm in passe-partout neri 60x80 cm)

2) quello “più forte” appeso alle pareti o disteso a terra (foto 70x100 cm montate su supporto di alluminio)

 

Differenze evidenziate anche attraverso l’uso di carte fotografiche diverse.

 

1) per la parte “più sensibile” 15/20 stampe su preziosa carta con emulsione argentica al clorobromuro stesa su cartoncino 300 grammi.

Carta francese BERGGER prodotta coma una volta, capace di tonalità calde (brune)  e grande capacità di riprodurre piccole sfumature e di essere molto lavorabile in camera oscura.

Queste immagini sono sospese a dei palloncini neri e sono ancorate a terra con sassi di fiume.

I legami sono sottili bave e la mostra stessa, quindi, fluttua.

 

Favorisce emozioni profonde, coinvolgenti.

 

2) 5 stampe su carta di concezione moderna con emulsione argentica al bromuro, toni freddi. Carta KODAK POLYMAX.

Carta moderna con toni limitati rispetto alla BERGGER che mi permette comunque di controllare la separazione tonale necessaria per queste immagini; ha bianchi molto puliti. Effetto immediato drammatico. Attraverso il gran formato permette una percezione del mosso e un entrare progressivo nell’immagine, nel segno, nella traccia.

 

La foto appoggiata a terra e da calpestare va protetta con materiale plastico resistente e ulteriore, sovrastante, velo antisdrucciolo. E’ necessario che lo spettatore debba calpestare l’immagine prima in un senso (quando entra nella seconda sala) e poi nell’altro (quando esce). Con lo scalpiccio a traccia si sovrapporranno tracce, a impronta (foto) si sovrapporranno impronte (delle calzature).

 

La scelta dell’installazione è coerente e utile per il tema e la percezione (aiuta a “vedere” e a "vivere").

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